Muffins alla birra... ovvero una nuova vita!!!



…Più di due mesi senza accudire il mio blog?!?! Mamma mia, che blogger degenere che sono!
Non me ne sono accorta… “Come passa il tempo quando ci si diverte!”
Ho lavorato come e quanto non avevo mai fatto prima, e per il blog proprio non sono riuscita a ritagliarmi il tempo! Ma non ho mai pensato di abbandonarlo!
Sissì, capito bene… LAVORO!!! Quella cosa che “nobilita l’uomo”!!!
Eh…sissì, capito benissimo… MI SONO DIVERTITA!!!
Non sembra possibile vero??? Comprensibile la reazione di sbigottimento degli astanti… 

Non lo sembrava nemmeno a me, prima!
Prima di cominciare questa esperienza, fatta di nuove possibilità, di persone, di creatività, di manualità, anch’io faticavo a far convivere le parole LAVORO e DIVERTIMENTO nella stessa frase! Beh, diciamo che forse mi sarei accontentata anche solo, di un po’ di GRATIFICAZIONE.

C’è stato un momento, doloroso e difficile, in cui ho capito che non sarei riuscita a chiudermi nuovamente nelle quattro mura di un ufficio, preda di oscure dinamiche aziendali, vittima della noia di un lavoro che avevo sempre fatto, ma che, in quel modo, non mi aveva mai soddisfatto…
Nonostante ciò, quando il treno è passato, non è stato facile decidere di cambiare settore, lavoro, orari, organizzazione e vita e… prenderlo!
E’ così che ho imparato che, non è la nostra vita a prendere nuove strade, ma siamo noi che scegliamo il percorso, anche se sceglierenon è cosa facile. Ma… l’audacia paga!

E così ora lavoro qui:
“OGGI CUCINO IO. Catering ed Eventi Enogastronomici” .
Non so quanto durerà quest’avventura; non so se finirà, né quando; non so se mi ritroverò, in futuro, a dover nuovamente fare l’impiegata(perché poi, alla fin fine, bisogna lavorare e raggiungere i propri obbiettivi di vita) …per ora, col fondamentale appoggio di chi mi vuole bene, me la godo!
Questi sono i muffin da me confezionati, in occasione del catering per il 5° compleanno di un birrificio artigianale di Pederobba (TV):
32 VIA  DEI BIRRAI.
Ovviamente, alla birra!


MUFFINS ALLA BIRRA

250g di farina “00”
150g di burro
100g di cacao amaro
150g di zucchero
150g di birra chiara
2 uova grandi
1 pizzico di sale
1 bustina di lievito per dolci


Sciogliete il burro, in un pentolino, sul fornello. Una volta tiepido, mettete il burro in una planetaria insieme alle uova e azionarla alla minima potenza. Successivamente, aggiungere la birra.
A parte, in un recipiente di una certa capienza, riunite tutti gli ingredienti secchi: la farina setacciata col lievito, il pizzico di sale, il cacao amaro, e lo zucchero. Versate il tutto nel composto di uova, burro  e birra e fate amalgamare bene.Distribuite il composto negli stampini da muffin, riempiendoli per i ¾ della loro capienza, in forno lieviteranno raggiungendo e superando il bordo.
Infornate a 180° per circa 25 minuti, in forno già caldo.

Ps. Prometto d'impegnarmi, per il futuro, ad essere più presente e più varia...
Buone vacanze a tutti e a prestissimo!!!

Crostatine di patate e cioccolato


Il mio primo giorno di scuola è un ricordo po’sfocato. Più che un ricordo in realtà, un insieme di percezioni sensoriali …
Un atrio gigantesco, illuminato da una grande vetrata assolata.
Un vociare indistinto di bimbi, suoni disparati: risate, urla, pianti…
L’odore umido di gesso e cimosa.
Il sudore appiccicaticcio di una mano che cerca un’altra mano, nella ferma volontà di non lasciarla andare, per nessun motivo.
La gola secca per la paura, la salivazione azzerata dall’emozione della nuova avventura, tanto attesa.
In fondo al salone, sulla destra, si apre un corridoio sul quale si affacciano tante porticine…
Dentro quelle porticine, il mondo!
 Il mondo come te lo insegnerà la maestra.
Il mondo da esplorare con nuovi amici, simpatici e antipatici, ma comunque compagni di avventura!
 Molte volte ho rivissuto l’emozioni di quel giorno, perchè molti primi giorni di scuola si susseguiti e molti sono stati i compagni d’avventura…
Fino a capire che, se “gli esami non finiscono mai”, come diceva il grande Eduardo, è proprio perché infiniti sono nella vita, i primi giorni di scuola…
Lo scorso mercoledì è stato, per me, l’ennesimo primo giorno di scuola: il primo giorno in un nuovo posto di lavoro, il primo giorno di un lavoro nuovo…
E queste crostatine lo rappresentano un po’…
E poi… si possono mettere in cartella!!!

CROSTATINE DI PATATE E CIOCCOLATO

350g di pasta frolla
1 hg di patate
gr 80 burro
gr 100 zucchero
250 cl panna liquida
2 uova
1oo gr uva passa ammorbidita
gr 50 pinoli
gr 100 canditi
gr 100 gocce di cioccolato fondente

Lessate le patate e schiacciatele, ancora calde, con lo schiacciapatate. Amalgamate a queste, il burro e la panna. A parte, frullate i canditi con lo zucchero e aggiungetevi, sempre frullando, le uova. Unite i due composti e aggiungete i  pinoli, l’uvetta e le gocce di cioccolata. Imburrate ed infarinate una teglia di 26/28cm di diametro e rivestitela con la pasta frolla. Versate il composto sulla pasta frolla e infornate, in forno già caldo a 175°1h circa.


Torta di riso... traditional way!



E’ arrivata…
Per motivi che stento ancora a definire “professionali”, è arrivata la vendetta della torta di riso tradizionale! La scaramanzia mi impone ancora il silenzio stampa ma, dal momento che l'ho sperimentata, come promesso, storia e ricetta!!!

Di questo dolce si trova testimonianza, a Bologna, già dal XVI secolo, col nome di Torta degli Addobbi, poiché veniva preparata in occasione della festa religiosa parrocchiale bolognese degli Addobbi.
La Festa Degli Addobbi celebrava, e celebra tutt’oggi, il decennale eucaristico di ogni parrocchia della città di Bologna, che, per l’occasione, veniva appunto addobbata con drappi e coccarde. Durante la festa, si portava in processione l'immagine del Corpus Domini, accompagnato dalla banda e dai canti dei parrocchiani e le case,anch’esse addobbate a festa con drappi e fiori, erano aperte ai vicini, ai quali si offriva la torta di riso, o Torta degli Addobbi!



TORTA DI RISO BOLOGNESE:
(Depositata presso la Camera di Commercio dell'Accademia Italiana della Cucina di "Bologna dei Bentivoglio" il 14 dicembre 2005)

Ingredienti:

1 litro di latte
200 g di riso
200 g di zucchero caramellato (io ho usato il semolato)
100 g di zucchero vanigliato
3 tuorli d'uovo
3 uova intere
100 g di mandorle pelate
100 g di cedro candito
un bicchierino di liquore mandorla amara (Amaretto di Saronno)
cannella
chiodi di garofano
buccia grattata di un limone
pizzico di sale
facoltativo: 4-6 amaretti (io non li ho messi)

Far bollire il latte, aggiungere il riso, la scorza grattata di limone, il pizzico di sale, lo zucchero vanigliato. Far cuocere il riso facendo assorbire quasi completamente il latte. Far raffreddare in una terrina il riso per far assorbire il latte rimasto dalla cottura. Nel frattempo sbattere le uova con lo zucchero caramellato, incorporate le mandorle tritate, il cedro candito tagliato a dadini (io l’ho tritato insieme allo zucchero semolato) (per chi usa gli amaretti aggiungerli frantumati finemente); amalgamare il tutto con il liquore di mandorle amare. Mettere tutto in uno stampo imburrato e spolverato con pan grattato; l'impasto deve essere di 3-4 cm. Cuocere in forno scaldato a 180° per 20 minuti, poi abbassare a 150° e cuocere per altri 40-45 minuti. Come si forma una crosticina bionda e croccante togliere dal forno, lasciare intiepidire e bagnare con liquore dopo aver fatto dei forellini con uno stecchino. Togliere dalla teglia, tagliare la torta rigorosamente a losanghe e servirla!

Pane ai semi di lino


Mi piace fare la spesa: è una delle mie passioni! No, non faccio dell’ironia, mi piace proprio!
C’è chi corre a comprarsi un paio di scarpe o un indumento; chi si tuffa di testa in un bombolone alla crema; chi va dal parrucchiere o dall’estetista…
Io, quando la vita non mi sorride, vado a fare la spesa!
Mi aggiro tra gli scaffali, spingendo il mio carrello, lista della spesa alla mano, progettando  la prossima impresa culinaria, e pian piano la tensione si allenta, la muscolatura si rilassa e i lineamenti del viso tornano a distendersi. E’ il mio antistress!

A  volte, un prodotto ammicca nella mia direzione, dalla scansia; a volte invece, vago alla ricerca dell’ingrediente principale per realizzare una specifica ricetta; altre volte infine, mi capita di acquistare un alimento solo ed esclusivamente perché ne conosco proprietà e virtù, ma senza sapere bene cosa farne, come cucinarlo o in che ricetta inserirlo…
E’ in questo modo che i semi di lino sono entrati, la prima volta, nel mio carrello della spesa!

I semi di lino sono un vero e proprio concentrato di
sali minerali, proteine, lipidi, acido linoleico, fibre e lignani che hanno importanti proprietà antiossidanti.
In una piccola quantità di semi inoltre, è contenuta una grande quantità di Omega3, conosciuti come grassi "buoni.
Alcune ricerche parrebbero dimostrare come, il consumo dei semi di lino, possa ridurre il rischio di sviluppare alcuni tipi di tumore, come quello del seno, della prostata e del colon, proprio grazie all’azione di questi acidi grassi che sarebbero in grado di inibire la formazione dei cellule tumorali negli organi appena citati.
Possiedono inoltre proprietà antinfiammatorie, se usati in impacchi e cataplasmi; contribuiscono alla formazione della corteccia cerebrale del feto, se assunti in gravidanza; proteggono l'apparato cardiovascolare, stabilizzando il battito cardiaco, e riescono a ridurre così, il rischio di infarto…
Si vabbè, ma come si mangiano???
Sfogliando “La cucina nelle Dolomiti” di Anneliese Kompatscher, (che, qaulche anno fa, mi ha regalato mia zia, che nelle Dolomiti ci vive!) ho trovato la ricetta di questo pane tradizionale, buonissimo sia per una colazione, spalmato di miele, sia per accompagnare del fantastico speck Alto-Atesino!
Provare per credere!

PANE AI SEMI DI LINO

Ingredienti:
400g di farina “0”
400g di farina di segale
200g di farina integrale
100g di semi di lino (messi a mollo nell’acqua per 3h)
30g di lievito naturale
1cucchiaino di zucchero
poco latte
3cucchiaini di sale
3cucchiaini di semi di finocchio o cumino
¾ di litro d’acqua tiepida
Unite le farine in una terrina, mescolate e fate un incavo nel mezzo: in questo incavo preparate un composto di lievito, zucchero e poco latte tiepido. Lasciate lievitare per 15’circa, al caldo.
Lavorate quindi tutti gli ingredienti rimasti con questo composto, fino ad ottenere una pasta di media consistenza.
Lasciate lievitare in un luogo per ¾ d’ora; lavorate brevemente la pasta e formate ora due pani di forma oblunga. Bucare i due filoni con una forchetta e lasciateli lievitare per un altro ¼ d’ora.
Spennellate la superficie dei pani con acqua tiepida e cuocete in forno preriscaldato a 200° per 45’.

...ma come si fa la pasta frolla?


Non esiste "LA" ricetta della pasta frolla, ma sono tante e diverse. 
Gli ingredienti però, sono sempre gli stessi: farina, zucchero, burro e uova.
Ciò che cambia sono le proporzioni tra di essi e, in particolare, la percentuale di burro in relazione alla farina.
Ognuno ha una sua ricetta per una pasta frolla, alla quale resta fedele! O a volte se ne utilizza una ricetta diversa a seconda delle preparazioni: una pasta frolla per biscotti sarà diversa da quella per crostate o per torte farcite...
Allora di seguito, non voglio darvi l'ennesima ricetta per la pasta frolla, ma mostrarvi come procedo io, per la sua preparazione!


Su di un tagliere, disponete il burro freddo, tagliato a cubetti, e lavoratelo con la mano destra, fino ad renderlo morbido e malleabile.
Con la mano sinistra aggiungete lo zucchero, tutto in una volta, sul burro, e, continuando a lavorarlo, sempre con la mano destra, amalgamate insieme i due ingredienti.
Quando lo zucchero sarà omogeneamente distribuito nel burro, spalmate un po’ sul tagliere e aggiungete le uova, che incorporerete, utilizzando solo i polpastrelli, sempre della sola mano destra, e tenendo sempre la sinistra pulita, con un movimento circolare antiorario. Quando il magma che avrete ottenuto sarà omogeneo, gettate la farina su di esso, tutta in una volta. Incorporate la farina, con un movimento circolare, dal basso verso l’alto.
A questo punto, potrete usare entrambe le mani per la lavorare la pasta, ammassandola e utilizzando di preferenza i polpastrelli delle dita piuttosto che i palmi delle mani, per evitare di scaldare troppo l’impasto.
Quando tutta la farina sarà assorbita e avrete ottenuta una palla, rivestitela di pellicola trasparente e fatela riposare in frigorifero per 30’, prima di utilizzarla per la vostra preparazione.

Tutto chiaro???

La Pastiera: cibo degli Dei!


Nel mio Sud,  la Pasqua non arriva mai silente, ma la precede il suo profumo.
In ogni strada, in ogni vicolo, in ogni androne di palazzo, per ogni tromba di scale si diffonde un profumo intenso e aromatico, un profumo inconfondibile, misto di fiori d’arancio e cannella!
E’ tempo di Pastiera!
Dietro ogni porta c’è una nonna, una mamma, una donna che, con amore e passione per la tradizione, segue la sua personalissima ricetta, tramandata di generazione in generazione, convinta di riprodurre, di anno in anno, il miracolo di una nuova ambrosia.
Secondo la leggenda, infatti, la pastiera sarebbe davvero cibo degli Dei…
La bella sirena Partènope, colpita dal suggestivo paesaggio del golfo, che si estende tra il Vesuvio e Posillipo (secondo altre fonti invece, in fuga dopo essere stata rifiutata da Ulisse del quale s’era invaghita), ivi stabilì la Sua dimora.
Ogni primavera, Partènope era solita riemergere dalle acque, presso la riva dell’isolotto di Meganide, e offrire al popolo lo spettacolo del suo melodioso canto. Un anno, che la sua melodia più del solito era entrata nel cuore degli abitanti, quest’ultimi, per renderle omaggio, le portarono in dono i frutti del loro sudore.
La farina, forza e ricchezza della campagna; la ricotta, omaggio di pastori; le uova, simbolo della vita; il grano tenero, bollito nel latte, unione dei due regni della natura; l'acqua di fiori d'arancio e le spezie, omaggio dai profumi della terra; ed infine lo zucchero, dolce come il canto stesso della sirena.
La sirena ascese in cielo e depositò i doni ai piedi degli Dei, che lieti dell’offerta, mescolando insieme gli ingredienti, prepararono la prima pastiera.
Oggi, come un tempo, in ogni forno se ne cuoce, lentamente, con pazienza, più d’una... Ognuno la prepara per la propria tavola, e “per regalare”!
Per la dirimpettaia; per la “commara” o il “compare”; per l’amica di sempre; per una suggellare una nuova amicizia; per una zia; per una persona anziana “che non la fa più”…
La Pastiera si regala… e si riceve!!! In realtà, alla fine, ci se la scambia, magari sul pianerottolo di casa!!!
E anche io, seppur distante chilometri da quella terra generosa, ma vicina per cultura e tradizione, non manco di rinnovare questo generoso rito culinario.
Nella mia famiglia, quando, al termine del pranzo pasquale, arrivano in tavola, nell’ordine, la pastiera di Nonna Maria, quella di Zia Cinzia e quella della mia Mamma, s’ingaggia una vera e propria gara!!! Tutti vogliono assaggiarle tutte, dare il proprio giudizio!
Il risultato??? Alla fine, ognuno preferisce la pastiera della “Sua Signora”, ma tutti hanno la pancia piena!!!
NB. Detto tra noi, quella della mia mamma, è sempre la migliore!!!

 PASTIERA NAPOLETANA
Ingredienti:
PER LA PASTA FROLLA:
500g farina
200g burro
200g zucchero
3 uova
PER LA FARCIA:
400g grano tenero cotto
100g latte
30g burro
buccia di limone
700g di ricotta di mucca
500g di zucchero
5 uova
2 tuorli
buccia di limone grattugiata
1pizzico di vaniglia Bourbon
fialetta d’aroma di fiori d’arancio
1cuchiaino di cannella
½ bicchierino di liquore Strega
Preparate una pasta frolla, ma provate a farla come la faccio io!
Su di un tagliere, disponete il burro freddo, tagliato a cubetti, e lavoratelo con la mano destra, fino ad renderlo morbido e malleabile.

Con la mano sinistra aggiungete lo zucchero, tutto in una volta, sul burro, e, continuando a lavorarlo, sempre con la mano destra, amalgamate insieme i due ingredienti.
Quando lo zucchero sarà omogeneamente distribuito nel burro, spalmate un po’ sul tagliere e aggiungete le uova, che incorporerete, utilizzando solo i polpastrelli, sempre della sola mano destra, e tenendo sempre la sinistra pulita, con un movimento circolare antiorario. Quando il magma che avrete ottenuto sarà omogeneo, gettate la farina su di esso, tutta in una volta. Incorporate la farina, con un movimento circolare, dal basso verso l’alto.
A questo punto, potrete usare entrambe le mani per la lavorazione, ammassando la pasta e utilizzando, di preferenza, i polpastrelli delle dita piuttosto che i palmi delle mani, questo per evitare di scaldare troppo l’impasto.
Quando tutta la farina sarà assorbita e avrete ottenuto una palla, rivestitela di pellicola e fatela riposare in frigorifero per 30’.
Nel frattempo prepariamo la farcia!
Versate il barattolo di grano cotto in una pentola, con il latte, il burro e la scorza di limone in grandi pezzi. Ponete la pentola sul fuoco per circa 10’ e fate asciugare il latte mescolando, fino a che non abbiate ottenuto una crema. Fatela raffreddare.
A parte, in recipiente, frullate la ricotta con lo zucchero, fino ad ottenere un composto piuttosto liscio e sottile. Aggiungete le 5uova e i 2tuorli, la buccia di limone grattugiata e tutti gli aromi.
Unite il grano a questo composto, dopo aver eliminato la buccia di limone.
Stendete la pasta frolla e foderate con essa uno stampo in alluminio per pastiera di 32cm di diametro, circa.
Versate il composto di ricotta e grano nello stampo e decorate la superfiche con (poche) strisce di pasta frolla.
Infornate a 180° per circa 1h o finché la pastiera non avrà assunto un colore ambrato.
Spegnete il forno e lasciate raffreddare all’interno (operazione impossibile, se avete alte 3 o 4 pastiere da cuocere!!!).
La pastiera non si mangia calda (come fa quell’ingordo di mio marito!), ma si consuma dopo averla fatta riposare almeno un paio di giorni in luogo fresco e asciutto.

American Cookies


Qual è il primo pensiero che vi assale se, improvvisamente, vi ritrovate soli, all’ora di cena?
Mi spiego meglio: se, di punto in bianco, tutti i componenti della famiglia, grande o piccola che sia, a causa di una rara coincidenza astrale, comunicassero che non rincaseranno per la cena, quale sarebbe il vostro primo pensiero?
Il mio??? Il mio non è un pensiero; nel mio cervello s’accende una vera e propria insegna luminosa, lampeggiante al neon, che recita… LATTE&BISCOTTI!!!
Latte&biscotti è una parola sola.
Latte&biscotti è un rito .
Latte&biscotti è una formula  magica, e serve a tornare bambini.  
E così mi rivedo bambina: il pigiamino fresco di bucato, accomodata su di una sediolina arancione a forma di uovo, la sedia grande a farmi da tavolo, intingo biscotti o cubetti di pane raffermo in un tazzone di latte freddo, zuccherato, appena sporcato di caffè, mentre guardo il mio cartone animato della sera …  
E’ certamente domenica, l’unico giorno in cui mi è concesso consumare la cena, questa particolare cena, davanti alla TV.
E’ la mia nonna Antonietta che lo consente, facendo così uno strappo alle rigide regole di educazione e di bon ton, che cerca amorevolmente d’insergnarmi.
Un “momento di trascurabile felicità” (cfr. Francesco Piccolo)…
E allora... che biscotti siano!

AMERICAN COOKIES

Ingredienti:
190 gr di farina “00”
220 gr di zucchero di canna
100 gr di zucchero semolato
220 gr di burro (a temperatura ambiente)
2 uova
250 gr di cornflakes
150 gr di gocce di cioccolato fondente
5 gr di bicarbonato di sodio
1 cuc.no di cannella in polvere
un pizzico di vaniglia Bourbon in polvere
un pizzico di sale


Montate il burro con i due diversi tipi di zucchero e, quando sarà ben montato, aggiungete l'aroma di vaniglia e, una per volta, le uova. Continuate a montare fino ad ottenere un composto cremoso.
A parte, in un recipiente abbastanza capiente, mescolate alla farina il bicarbonato, la cannella ed il sale. Unitele ora al burro montato. Quando avrete ottenuto un composto omogeneo, unitevi i corn flakes e le gocce di cioccolato. Miscelate il composto affinchè questi ultimi due ingredienti si distribuiscano in maniera omogenea.

Aiutandovi con un cucchiaio, disponete piccole quantità di composto su di una teglia, che avrete precedentemente foderata con carta da forno. Distanziate bene i "mucchietti", poiché in forno si espanderanno.
Infornte a 180° per 10'-12' o finchè la superficie non sarà leggermente dorata.
Sfornate e attendete che siano freddi, per staccarli delicatamente dalla carta forno.
Buona... CENA?!?

Torta di riso e caramello profumata agli agrumi: rivisitazione di un classico bolognese.


La terra in cui vivo è ospite cordiale da molti anni e di lei, nel tempo, ho imparato a conoscere le persone, gli usi, i costumi e anche le tradizioni culinarie, che sono entrate a far parte del mio repertorio gastronomico, da protagoniste.
Vivere lontano dalla mia terra d’origine - ma non dalle sue tradizioni, trasmesse, con amore, dalla mia famiglia - è stato, per me, come viaggiare da turista attento, attraverso una cultura sconosciuta: osservatore diffidente prima, attore curioso e aperto poi.
Questo ha fatto di me una persona attenta alle diversità, che sa coglierle, apprezzarle, e metabolizzarle.
Ma io resto, orgogliosamente, una meridionale emigrata al Nord; una campana trapiantata in Emilia- Romagna;  una beneventana che, dall’età di 8anni, vive in provincia di Modena e, da quasi 10anni, lavora* a Bologna o nella sua provincia.
Nonostante il tempo però, ci sono cose che continuo a non capire! Una di queste è la torta di riso!!! Non saprei come dirlo diversamente… Non la capisco! Non ne capisco il sapore!
Ma è un grande classico della tradizione bolognese e ha origini antichissime.
La ricetta originale è depositata presso Camera di Commercio dell'Accademia Italiana della Cucina, e prima o poi la proverò e racconterò la sua storia, ma...
Quella di seguito è la profumatissima variante dello Chef Laura Ravaioli!



TORTA DI RISO & CARAMELLO PROFUMATA AGLI AGRUMI (ricetta di Laura Ravaioli)

Ingredienti:
1 l di latte

200 g di riso tipo originario o comune 
50 g di burro 
150 g di zucchero
2 uova intere
2 tuorli
2 arance, la scorza grattugiata
2 limoni, la scorza grattugiata (o se preferite un gusto più esotico 2 lime)
1 pizzico abbondante di sale
250 g di zucchero per il caramello
qualche goccia di limone

Mettete il latte in un casseruola con lo zucchero e portate ad ebollizione sempre mescolando. Aggiungete il sale, il burro ed il riso. Mescolate bene, abbassate la fiamma e lasciate cuocere fino a che il latte non si sarà completamente assorbito. Lasciate raffreddare la crema di riso prima di unire le uova e le scorza degli agrumi, poi amalgamate bene il tutto. Intanto, in un pentolino di rame non stagnato, mettete lo zucchero, il succo di limone, bagnate con ½ bicchiere di acqua e lasciate cuocere fino ad ottenere un caramello biondo dorato, versatelo in uno stampo per torte quadrato, da 22 cm di lato e, facendo molta attenzione, ruotatelo in modo che il caramello lo rivesta completamente. Lasciate raffreddare il caramello prima di versare il composto di riso.
Cuocete la torta in forno caldo a 180° per circa 30 minuti.

Lasciate raffreddare la torta per qualche minuto prima di sformarla sul piatto di portata.
Fate attenzione a che il caramello non si raffreddi troppo altimenti la torta rischia di rompersi quando la girate.
Nel caso in cui si sia raffreddato troppo, scaldate il fondo dello stampo sulla fiamma del fornello per fluidificare di nuovo il rivestimento di caramello.
*“LAVORA”, da qualche tempo, è un parolone! Si perché sono cassa (DIS)integrata – come dico io!- in attesa di mobilità, alla ricerca di lavoro e di una nuova strada...
Il problema è che, come diceva il Grande Massimo Troisi, in un famoso sketch:
“… solo lavoro non se ne trova, sempre co’ n’ata parola vicina addà sta???”

Come? Non ho capito bene? ...M’era parso d’aver sentito… No, ma forse ho capito male…
EH??? CRISI??? Allora ho capito bene! Quale CRISI??? Chi ha parlato di CRISI??? Non vi permetto…!!!
JJJ

Biscotti da Caffelatte (al diabolico afrore ammonico!!!)




Ogni casa dovrebbe, di tanto in tanto, profumare di biscotti.
Impastare, cuocere e assaporare biscotti è, per me, una pratica molto rilassante, quasi rassicurante...
I biscotti non ti possono tradire, parafrasando la frase di un celebre film degli anni '90!!!
Possono non essere perfetti, magari anche brutti, ma una volta nel forno tutti (o quasi...) sprigionano un profumo inconfondibile di buono.
Una volta sfornati, sgranocchiati roventi, si sciolgono in bocca.
Freddi e fraganti, inzuppati nel latte o nel tea diventano una libidinosa coccola. 


Quelli che propongo di seguito hanno tutte le caratteristiche che ho citato, tranne una, forse la più importante: il profumo. Infatti, durante la cottura... PUZZANO!!! Si, proprio così, PUZZANO in maniera infernale!!!
Ma sono buonissimi, soprattutto inzuppati nel caffelatte; sono sani e adatti anche a regimi alimentari che debbano essere poveri di grassi o attenti ai valori del colesterolo, poichè sostituiscono l'olio al burro. 

Per me rappresentano un ricordo di bambina, quando, in una cucina bianca di foggia anni'50, rubavo, da un piatto decorato a fiorellini, posto su di un tavolo rosso, qualche biscotto a forma di cavalluccio, cagnolino e gallina in più del dovuto, a giudicare dal mio giro vita!!!
Li confezionava la mia nonna, aiutata dalla mia mitica Zzzia(!!!), anch'ella, all'epoca, poco più che bambina.
Di seguito, li propongo in una veste un po' più casereccia, che rende più veloce la lavorazione, ma è sempre possibile tirare l'impasto dello spessore di 1cm e usare delle forme per biscotti.

Chissà perchè, del diabolico afrore, nel mio tenero ricordo, non c'è traccia...




BISCOTTI PER CAFFELATTE

Ingredienti:
1 kg di farina "00"
250 g di zucchero
200 g di olio d'oliva
100 g di latte tiepido
4 uova

15g di carbonato d’ammonio (ammoniaca alimentare)
buccia grattugiata di un limone

Nel latte tiepido, sciogliete il carbonato d’ammonio, che produrrà una densa schiuma. Impastate insieme tutti gli ingredienti a mano o in impastatrice con gancio a foglia per le frolle.
Formate, con l’impasto ottenuto, che dovrà essere piuttosto morbido, ma compatto, 4 o 5 rotoli, appiattiteli leggermente e posizionateli, piuttosto distanziati, su una teglia foderata di carta da forno. Spolverizzare i rotoli di zucchero semolato o zucchero di canna e infornate a 175° per 25' circa.
I filoni si doreranno e si spaccheranno anche un po' nel mezzo, ma è tutto normale.
Sfornate la placca coi filoni e lasciateli intiepidire. A questo punto, con estrema delicatezza, trasportate un filone alla volta su di un tagliere e tagliatelo a fette di circa 1cm, con un buon coltello da pane.
Riponete i biscotti stesi sulla teglia e infornate nuovamente per 15'.

Sfornate i biscotti e lasciateli raffreddare; una volta freddi conservateli in una scatola di latta, anche fino a 10gg... se durano!

Panettone Gastronomico di Benvenuto!


Eccoci qua, comincia una nuova avventura! E, anche se so che non si sentiva certo la mancanza di un altro blog di cucina,  io sentivo il bisogno di un nuovo inizio, o forse, semplicemente, di iniziare qualcosa! Qualcosa che mi piacesse però, qualcosa di colorato, qualcosa che profumasse di buono, qualcosa che avesse un buon sapore…  La cucina è sempre stata la mia passione, ma ultimamente è diventata una vera e propria dama di compagnia…E allora ho deciso di renderle omaggio!

Quindi, come si diceva poco fa, cominciamo! E dal momento che ogni buon inizio perché sia tale, va salutato con un bel brindisi, vi offro un flute di prosecco, accompagnato da una tartina del mio PANETTONE GASTRONOMICO!
"CIN CIN!!!" (anche se secondo il Galateo, non si dice!!!)
PANETTONE GRASTRONOMICO FARCITO (ricetta delle Sorelle Simili)

INGREDIENTI:
1 Kg DI FARINA 00 DI FORZA
400 g DI ACQUA, CIRCA
75 g DI LIEVITO DI BIRRA
150 g DI BURRO
50 g DI STRUTTO
15 g DI SALE
100 g DI ZUCCHERO

Fate la fontana, amalgamate al centro tutti gli ingredienti e impastate per 10-12 minuti battendo energicamente. (Io uso lo Zio Ken! Chi è??? La mia fantastica planetaria!)

Deve risultare un impasto tenero ma non appiccicoso. Coprite a campana a fate lievitare per 50-60 minuti.
Trascorso questo tempo, fate 2 palle con la pasta, appiattitele leggermente e mettetele nelle forme da panettone, tenendo la parte liscia rivolta verso l’alto (io ho ereditato due fantastici barattolini di latta da un kg, di quelli da pelati; resistono all’alta temperatura in forno e sono dotati una zigrinatura laterale molto utile durante l’operazione del taglio!).
Spennellate con l’uovo battuto, coprite nuovamente a campana  e fate lievitare finché la pasta non farà capolino dal bordo degli stampi. Occorreranno circa 2h, ma… quando si tratta di lievitazioni il mio consiglio è quello di armarsi di tanta pazienza e di non mollare mai!
Infornare a 180° per 40-45 minuti. Fate sempre la prova dello stecchino prima di sfornare.
Appena escono dal forno, infilate 2 spiedini di legno distanziati sopra la base dei panettoni, capovolgeteli e fateli raffreddare a testa in giù, posizionando gli spiedini, che escono, su due basi d’appoggio (che possono essere due pentole della stessa altezza, 2 sedie, 2 pile di libri, etc.).
Il giorno successivo, tagliate i panettoni in dischi di circa mezzo centimetro partendo dal fondo.
Farciteli a coppie e riponeteli in frigorifero a saldare per alcune ore. Quando saranno ben freddi e sodi, tagliate ogni disco in sei spicchi, poi ricomponete il panettone, tenendo separati i diversi sapori. Per fare questo, mettete sul fondo un primo disco tagliato, sovrapponetevi un secondo disco tagliato e farcito diversamente, avendo l'accortezza di disporre i triangolini sfalsati, mettendo cioè, la parte tagliata dello spicchio, su quella intera dello spicchio del piano sottostante. Se non farete in questo modo, il primo commensale che si servirà, prendendo una tartina dalla cima del panettone, lo farà crollare miseramente (…e vi assicuro che non è un bel vedere!!!).

Ma passiamo alle farciture! Quello che vedete qui, è farcito così:
Philadephia e Salmone Affumicato
Salsa Cocktail (Home Made!) e Gamberetti
Burro & acciughe
Burro & tonno
 Philadephia, Rucola & Prosciutto Cotto
Maionese & Salame Ungherese
Maionese & Funghi trifolati


Le farciture possono essere tante, e lasciano ampio spazio alla fantasia, l’importante è che siano tenere, cremose e morbide.