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BREXIT??? BAGEL!!!


Eh sì, sarebbe bello poter fare la valigia tutte le volte che lo si desidera e partire per una meta sconosciuta; o riempire una borsa con un po’ di biancheria di ricambio e volare per trascorrere il week end in uno dei luoghi che già in passato hanno fatto da scenografia ad un momento della nostra vita, un posto in cui siamo già stati, ma che ci è rimasto nel cuore, o che lo ha cambiato, con la sua bellezza..

Eh no, non è così che funziona, non è sempre possibile, anzi…

Hummus di Ceci e Pide calde per l'aperitivo



La moda dell'aperi-cena, è diventata,  in realtà, una bella scusa per un pasto a base di pietanze diverse e stuzzicanti accompagnate da un buon bicchiere di bollicine!
Detta così, sembra una cosa veloce... Più facile a dirsi che a farsi!
Sì perchè, se ben fatto, un aperitivo così può essere molto più impegnativo rispetto ad una classica cena, poiché si compone di un numero di preparazioni più elevato.
Gli appassionati del genere quindi, siano essi i realizzatori o gli utenti finali(!),  non si fanno scappare questa occasione per sperimentare piatti nuovi e sfiziosi, magari in singole mono porzioni, fino a trasformare l'occasione in un banchetto pantagruelico!

Di piadine, crescioni e riflessioni sulla lunga estate calda.


Che lunga separazione da questa mia creatura!
Quanto mi è mancato questo appuntamento!
Ma la primavera ed l’estate ormai trascorse, sono state dure e caratterizzate da una tale sensazione di “pienezza” da impedirmi di concedermi, con la serenità e la dedizione che merita, questo mio momento…
“Pienezza” sì, proprio così! Mi spiego meglio: mai capitato di alzarsi da tavola con la pancia talmente piena da non riuscire a portarsela dietro??? Personalmente non ricordo pranzo di Natale che non sia accompagnato da questa percezione! Ecco, immaginate ora di sentire lo stesso ma… nella testa!
La testa, il cervello, la mente letteralmente zeppa di nozioni, informazioni, pensieri, progetti più o meno ambiziosi, paure nuove a braccetto con le vecchie; e poi fare la conoscenza di nuovi colleghi e creare con loro un nuovo rapporto di amicizia; il sopraggiungere di nuovi impegni, di piccoli e grandi contrattempi; l’instaurarsi di nuove abitudini, lo sgretolarsi di antiche certezze… Tutto affollato nella mia mente.

La Crescente bolognese e il "crescentone"!


Bazzico Bologna sin da bambina, quando mia mamma mi stritolava la manina perché, troppo curiosa, non le scappassi dalla presa, passeggiando per le vie affollate del centro; o forse, perché spaventata dal pensiero che qualcuno potesse, approfittando di quel caos, strapparmi da lei e portarmi via.

L’avrò calpestato mille volte: c’ho assistito alla proiezione di decine di film per sfuggire alla calura estiva, che anche a tarda sera in queste zone non molla la presa; ho partecipato al concerto di Hüsnü Şenlendirici, musicista contemporaneo turco; un carissimo amico poi, mi ci ha portato a mangiare un gelato una notte di tantissimi anni fa, nel disperato tentativo di curare le mie pene d’amore…

Sto parlando del “crescentone”, la piattaforma pedonale che campeggia al centro di Piazza Maggiore, rialzata rispetto alla pavimentazione della piazza stessa, stesa all’ombra della facciata incompiuta della Chiesa di San Petronio. Esso rappresenta un po’ la memoria storica di tutti i bolognesi DOC e anche di quelli acquisiti!

Qui, infatti, dal 1400 in avanti, si svolgeva il mercato cittadino; e sempre qui, il 21 Aprile del 1945, giorno in cui Bologna fu liberata dai nazi-fascisti, arrivarono i carri armati americani. Di questo ultimo evento il “cescentone” conserva una ferita sul lato est, una scalfitura prodotta dal carro armato, alla quale i bolognesi sono tutti ormai un po’ affezionati, per ciò che rappresenta.

Il suo nome, ovviamente, è un omaggio, con una amichevole metafora gastronomica, alla celeberrima e gustosissima crescente bolognese, una focaccia bruna e fragrante in superficie, morbida e burrosa nel suo impasto punteggiato di frammenti di pancetta e ciccioli, che tagliata in tipiche losanghe romboidali, farcita con Mortadella Bologna DOP e accompagnata da un bicchiere di vino rosso… è la morte sua!!!

La migliore a Bologna si acquista da Tamburini,  insieme alla mortadella, ma rigorosamente dopo aver trascorso una mattina di shopping nei negozietti del Quadrilatero via Farini/ via Rizzoli/ via Castiglione/ Pavaglione, in zona mercato vecchio. Poi via di corsa all’Osteria del Sole, un posto d’altri tempi dove, consumando un bicchiere di vino, ci si può accomodare ad un tavolaccio sgangherato per gustare le leccornie appena acquistate! Proprio così!

Attorno a voi troverete le comitive più disparate: gruppi di amici, famiglie intere, studenti, bologhesi DOC, gruppi di turisti spagnoli! C’è chi acquista i prodotti delle ottime gastronomie dei dintorno e poi mangia aprendo sul tavolo la “carta di formaggio”(!); chi si attrezza con tovaglia di stoffa e stoviglie usa e getta; e chi estrae dalla borsa termica la lasagna della nonna!!! Il tutto condito dalla cordialità dei gestori e dalla goliardia tipica bolognese.

Io la crescente la adoro, perfetta com’è per uno spuntino o un aperitivo informale tra amici.
La ricetta che ho usato per questa mia è quella tratta da “Pane e Roba dolce”delle S.lle Simili, non è come quella di Tamburini, ma vi assicuro che è un ottimo surrogato, a giudicare dalle poche briciole avanzate!!! 

CRESCENTE AL PROSCIUTTO O ALLA PANCETTA

Ricetta tratta da " Pane e Roba Dolce" delle S.lle Simili
Ingredienti:
500g di farina “0”
250g di acqua
25g di lievito di birra
150g di prosciutto crudo o di pancetta, tritati grossolanamente
50g di strutto
8g di sale
1cucchiaino raso di zucchero

Fare la fontana, amalgamare al centro tutti gli ingredienti ed impastare velocemente senza battere, formare una palla, coprire a cupola per 50’-60’ e lasciare lievitare.
Stendere l’impasto con il mattarello senza lavorarlo, formando un ovale di circa 1.5cm di spessore. Disporlo su di una teglia, pizzicarlo tutto intorno, tracciare delle losanghe sulla superficie con una lametta, spennellarlo con un uovo sbattuto e lasciare lievitare per altri 50’, o fino a quando il volume non sarà raddoppiato. Più lievita e più sarà soffice.
Quando è pronta per essere infornata, le parti pizzicate si arrotondano e le losanghe si aprono leggermente.
Cuocete in forno preriscaldato a 200°-210° per 40’-45’.

La ricetta dell'Erbazzone della Spisni ovvero "Speriamo che il principio sia come la fine..."



Abbandonata al suo destino, nel bel mezzo di un gelido inverno e proprio nel periodo dell’anno più prolifico, quanto a fermento culinario, la mia piccola creatura veleggia, vento in poppa, nella rete! Quante gradite visite, ogni giorno, su questo mio umile blog! Grazie anche alle ricette postate lo scorso Natale!

Sì, vive di rendita! Quest’anno, infatti,  non sono stata altrettanto brava e non credo che riuscirò a rimediare a breve.
Il motivo? Questo 2012, che ha visto la luce sotto una cattiva stella (“cattiva”… per usare un eufemismo!), mi ha dato, in questo suo rush finale, una grande opportunità, che richiede, in questa primissima fase il 200% delle mie energie, della mia concentrazione e del mio tempo.
E così, non tanto a causa dell’orario in cui rincaso e in cui, quindi, mi trovo a preparare la cena, quanto piuttosto per la spossatezza mentale, la scarsa abitudine allo studio, e talvolta il poco sonno, anche la quotidiana preparazione dei pasti è ridotta all’osso...
Lo sa bene mio marito che ne fa le spese!!!

 Ma non mi lamento né per gli orari, né per la stanchezza, né per la testa affollata di informazioni, ma sono anzi entusiasta ed elettrizzata e speranzosa che, col giusto impegno, non si risolva tutto in un fuoco di paglia!
…Crepi il lupo!!!

Quanto mi mancano, però,  i miei fornelli! Ma dal momento che resteranno spenti, ho pensato di proporre questa ricetta dell’erbazzone di Alessandra Spisni, che spingeva per essere pubblicata già da un po’.
Chissà… magari viene buona per l'aperitivo del Cenone di San Silvestro! 
E allora… BUON ANNO!!!


ERBAZZONE
(ricetta di Alessandra Spisni)

PER LA PASTA:
300g di farina
70g di strutto
acqua fredda q.b.
sale q.b.

PER LA FARCIA: 
1kg di verdure miste
1 cucchiaio di lardo tritato
50g di parmigiano reggiano grattugiato
4 uova
1 cucchiaio di prezzemolo fresco tritato
sale e pepe q.b.
noce moscata q.b.

Amalgamate 300g di farina, 70g di strutto, un pizzico di sale e acqua fredda q.b. ad ottenere un impasto omogeneo. Lasciate riposare l’impasto nella pellicola trasparente almeno mezz’ora prima di stenderla.
Nel frattempo pulite, lavate e lessate le verdure (spinaci , bietole, cicoria) in acqua salata (io le faccio appassire un tipo per volta in padella con l’aiuto dell’acqua d lavaggio, restano molto più verdi e croccanti!). Ripassate in padella con il lardo tritato e insaporite con sale e pepe.
Mettete le verdure in una terrina con le uova, un po’ di noce moscata, il prezzemolo tritato e il parmigiano reggiano (meglio se 30 mesi, bello saporito!). Condite il composto così ottenuto con sale e pepe.
Dividete in due l’impasto; con i 2/3 foderate lo stampo ( Ø 28cm) e, dopo averlo bucherellato con una forchetta, riempite con il composto. Ricoprite col restante terzo e bucherellate di nuovo per far evaporare l’umidità interna in eccesso.
Cuocete in forno a 160°/180° per 40’/45’.
Servite freddo.

Hot Dog Light!



Ok, lo so, il titolo sembra una contraddizione in termini, ma posso assicurare che…
“SI.. PUO’… FAREEE!!!” !
Mi sono imbattuta in questa ricetta, mentre ero alla ricerca di una soluzione pratica ma leggera, sostanziosa ma saziante per il pranzo fuori casa. Qualcosa che consentisse di non dover cedere alla tentazione di entrare nel primo bar, addentare un panino qualsiasi, magari debordante di maionese, e combattere per il resto della giornata la battaglia di digerirlo!
Accompagnato da un frutto, questo è infatti un pranzo completo e leggero.

Il maggior consumatore è mio marito, che li porta in ufficio, e li mangia tra lo stupore degli astanti, che più d’una volta gli hanno chiesto: “Ma quello cos’è?” oppure “Ma dove li compri?” oppure (dopo aver saputo che sono home-made!) “Ma come fa tua moglie a metterci dentro il wurstel?”… A dispetto del nome del blog, non con la bacchetta magica!!!Solitamente, ne faccio una bella batteria, l’insacchetto ad uno ad uno, li metto nel congelatore e, basta tirarli fuori al mattino e tenerli a temperatura ambiente, che sono pronti per l’ora di pranzo!

Sono perfetti anche per una scampagnata, un pic nic all’aperto o per una “scampamarata”…
Si, una “scampamarata”! Il termine l’ho coniato io quando avevo 7/8 anni e ne rivendico la genesi… Però forse adesso dovrei spiegare che cos’è!
Beh, la “scampamarata” è… una scampagnata al mare!
Ho dovuto per forza, coniare un nuovo termine perché, nei miei ricordi di bambina, ci sono solo scampagnate al mare, coi miei nonni e i miei zii, che all’epoca erano anche i miei compagni di giochi, vista l’esigua differenza d’età!
Tutti sotto l’ombrellone, a litigarsi un po’ d’ombra (ma non io, che essendo la più piccola, possedevo, di diritto, il centro di esso!), ancora gocciolanti dall’interminabile bagno del mattino, avvolti negli asciugamani colorati, con gli sguardi famelici rivolti alla borsa della nonna, dalla quale ogni giorno usciva una leccornia diversa! E quella che era in realtà l’esigenza di risparmiare, portantosi il pranzo da casa, diventava una festa!


HOT DOG
tratto da "Pane e Roba Dolce", S.lle Simili

PER IL LIEVITINO
300g farina
180g acqua
6g lievito di birra

Impastate tutti gli ingredienti, e lasciate lievitare fino al raddoppio (circa 40’).

PER L’IMPASTO
700g  farina
320g acqua
150g olio evo
80g zucchero
15g sale
e inoltre
12 Wurstel di Pollo Grandi
Unite gli ingredienti al lievitino, fino a formare un impasto omogeneo e lavorate bene per 10/12 minuti, battendo energicamente ( o in planetaria col gancio impastatore!). Fate lievitare per 60’.
Dividete la pasta in 12 pezzetti, formate dei rotolini lunghi quanto i wurstel e spianateli col mattarello. Arrotolate i wurstel nella pasta, sigillate le estremità e disponeteli sulla teglia da forno, un po’ distanziati fra loro, con la falda sotto.
Pennellateli con un uovo sbattuto e infornate subito, in forno già caldo, a 210° per 8/10’.
(Se vi piacciono più “panosi”, fateli lievitare ancora 20’ prima d’infornarli!)

Aperitivo a base di prodotti emiliani


Pochi giorni dopo il secondo evento sismico che ha “scosso” la terra che mi ospita, quello del 29 maggio, ho avuto occasione di fare un’importante riflessione con un emiliano doc, che stimo molto e che ha la mia massima riconoscenza.
Il problema non è solo che la terra tremi. Il problema non è solo che il sisma porti via case, lavoro, affetti e ricordi, lasciandosi alle spalle cumuli di macerie. Il problema non è solo che simboli storici dei piccoli centri vengano spazzati via in pochi secondi e che questo modificherà, forse per sempre, il profilo e l’orizzonte del piccolo e tranquillo centro nel quale si è cresciuti. Il problema non è solo che la paura paralizza, che toglie il fiato di giorno e il sonno la notte. Il problema non è solo rimboccarsi le maniche per cominciare tutto daccapo.

C’è anche un’altra questione d’ affrontare,  che questo disastroso evento porta con sé. L’evento sismico degli ultimi giorni ha cancellato la certezza, con la quale questo popolo caparbio abita da sempre queste terre, che l’Emilia-Romagna “non può tremare” perché “non è terra a rischio sismico”, come se non fosse nel suo DNA.
Questo è stato il grande shock, che s’è aggiunto al disastro.


Tutti ora provano a ricominciare: le macerie da raccogliere, le aziende da ricostruire, gli esami scolastici da sostenere, le case in cui rientrare, ove sia possibile… mentre lo sciame sismico sembra scemare.


E chi non può aiutare direttamente queste terre e la sua gente con uno scatolone di generi di prima necessita, cosa può fare, oltre a mandare una caterva di SMS al 45500??? Può cercare di reperire i prodotti che questa terra produce e assaporarla, questa terra, pascersi dei profumi dei suoi prodotti e imparare ad apprezzarli nelle loro preparazioni, a metà tra tradizione ed innovazione.
E allora... qualche piccolo consiglio culinario!


MOUSSE DI MORTADELLA BOLOGNA IGP
(ricetta depositata presso la Camera di Commercio di Bologna il 14/10/2004)
Ingredienti (per 6 persone):
300g di Mortadella Bologna IGP
100g di ricotta fresca (di Vacca Bianca Modenese!)
un cucchiaio di Parmigiano Reggiano
un cucchiaio di panna fresca

In un mixer, inserire la mortadella a tocchetti, aggiungere la ricotta e il parmigiano, azionare fino ad ottenere un impasto omogeneo e non grumoso. Regolare la densità del composto aggiungendo la panna e frullare il tutto per ottenere una spuma che si servirà con crostini caldi o da abbinare a...

BISCOTTINI SALATI AL PARMIGIANO REGGIANO & SEMI DI PAPAVERO
Ingredienti:
100g farina
40g burro
75g Parmigiano Reggiano (meglio se 30mesi)
1 tuorlo
poco sale
pepe

Setacciare la farina formando una fontana. Al centro unisci il burro freddo e a cubetti, il Parmigiano Reggiano, il tuorlo, una spolverata di pepe, un pizzico di sale (che potete anche evitare se usate del Parmigiano 30mesi) e un cucchiaino di semi di papavero.
Impastare e fate riposare in frigorifero per 30', poi tirare una sfoglia alta 1/2 cm. Ricavare dei biscotti, disporli su una placca foderata di carta forno, cuocere a 180° per 15/20 minuti, fino a che non sono leggermente dorati.
Potete conservarli fino ad una settimana in un contenitore ermetico, meglio se di latta.

MADELEINES AL PARMIGIANO REGGIANO CON NOCCIOLE E PROFUMO DI TARTUFO NERO
Ingredienti: 
(per circa 15 pezzi)
120g farina
50g Parmigiano Reggiano grattugiato
30g farina di nocciole tostate
100g burro
20g olio d’oliva aromatizzato al tartufo nero
2 uova
1presa di sale
pepe macinato
1 cucchiaino di lievito per dolci non zuccherato


Sbattere le uova con il parmigiano. Aggiungere la farina, il sale, il lievito e la farina di nocciole, poi il burro fuso e l’olio al tartufo e un po’ di pepe. Mescolare bene tutto quanto e riempire a filo degli stampini da madeleine (o, se non ne avete, da minicake). Infornare
a 180° per 15-20 minuti fino a quando le madeleines saranno belle
dorate. Lasciar raffreddare su una griglia.

CUCCHIAINI DI RICOTTA DI VACCA BIANCA MODENESE VARIEGATE ALL'ACETO BALSAMICO TRADIZIONALE DI MODENA D.O.P. 
Ingredienti:
(per 12 cucchiaini)
200g di Ricotta di Vacca Bianca Modenese
1cucchiaio di Parmigiano Reggiano 30 mesi
1cucchiaio di panna liquida fresca
Acetp Balsamico Tradizionale di Modena Dop

Lavorate tutti gli ingredienti in una terrina con una frusta a mano o elettrica, fino ad ottenere un composto cremoso e omogeneo. Con l'aiuto di una sacca a poche e di un beccuccio riccio, disponete la crema di ricotta sui cucchiaini. Su ogni cucchiaino, fate scivolare una o due gocce di Aceto Balsamico DOP.

La pizza in teglia di Gabriele Bonci.


La PIZZA è un pensiero fisso per ogni buon campano che viva al Nord! Perché l’inconfondibile profumo della pizza, fa sentire a casa!
La prima domanda che si rivolge ai locali, dopo i convenevoli di rito, è proprio :
“Ma , in zona, una pizza buona, dove la si può mangiare???”
Il problema però, è già nella domanda, e forse, prima di capire da soli, in quale anfratto di essa si nasconda, potrebbero passare anni… Io conosco l’arcano, ma anche a me s’è svelato solo di recente, attraverso mio marito, romagnolo DOC.
Il problema è semplice e complesso allo stesso tempo, ed è che…
LA PIZZA non l’hanno mai mangiata!!!
Si, è così, non hanno mai mangiato LA PIZZA!


La pizza, quel disco di pasta lievitata, di medie dimensioni,  sottile ma morbido, abbracciato dall’alto cornicione che incornicia, per l’appunto, il condimento di passata di  pomodoro, basilico, e grosse fette di mozzarella - perché è così che si mette la mozzarella sulla pizza, e non a dadini, perché ogni sapore deve essere ben distinto e fondersi, nella bocca, come in un amplesso…
La pizza, quella vera, rigorosamente cotta nel forno a legna col calore delle braci , ma senza l’aggressività del fuoco, piegata “a portafoglio” o in 4 parti e mangiata perdendosi nei vicoli di Napoli …
La pizza, che deve essere impastata con l’acqua ,e forse con l’aria, di quella città… 



Quando poi hanno la fortuna di goderne e gli si svela il vero, non tutti subito si convertono , ma dapprima resistono, e poi, come per incanto, cedono!
Del resto, non dev’essere facile accettare d’essere stati ingannati per tutta la vita, sino a quel momento, su un alimento così semplice, ma così perfetto, come la pizza!
Perché la pizza, il cibo più antico e più declinato del pianeta, vessillo dell’arte culinaria italiana nel mondo, nasconde in sé la magia del pasto semplice, che sembra sempre quello di un re! 



Il tentativo di riprodurre in casa il pasto che prende il nome dalla Regina in onore della quale fu creato, senza un forno a legna, senza quell’acqua e senza quell’aria, si rivela però, per chi conosce il reale sapore di quest’ambrosia, mai pienamente soddisfacente. La Vera Pizza non si può imitare, e forse non si deve nemmeno tentare di farlo.
Ma siccome alla pizza non si può rinunciare, io ho provato con questa, che è un’altra cosa, diversa ma buona: la pizza in teglia, del sacerdote del PIZZARIUM di Roma, Gabriele Bonci!!!





PIZZA IN TEGLIA di GABRIELE BONCI
INGREDIENTI:
1kg di farina 00 per pizza
700g di acqua
7g di lievito di birra liofilizzato
15g di sale
40g di olio evo
5g di zucchero

Prelevate una parte dell’acqua, scaldatela poco e unitela al lievito e allo zucchero. Setacciate la farina in una ciotola, aggiungetevi il composto di lievito e, gradualmente, l’acqua. Impastate con una forchetta (ma anche una planetaria va benissimo!). Aggiungete l’olio, il sale e terminate l’acqua. L’impasto deve risultare morbido ed appiccicoso ma consistente. Fatelo riposare 10’.
Trasferite la massa su di un tagliere molto infarinato e provvedete a dare alcune pieghe alla pasta, come segue. Prendete l’impasto e piegate al centro i lembi esterni, poi girate l’impasto, tenendo il taglio che ne deriverà, perpendicolare a voi. Ripete l’operazione nel senso opposto. Lasciate riposare per 10’.
Ripetete l’operazione 2 o 3 volte. Poi formate una palla, riponetela in una ciotola unta di olio evo, e fate lievitare, coperta con una pellicola, in frigorifero per 24H.
Trascorse che saranno, prendete la pasta lievitata, stendetela senza lavorarla, farcitela a piacere e infornate a 250° in forno ventilato preriscaldato, per 15-20’.

Le farciture che potete vedere sono:
una margherita classica: salsa di pomodoro, mozzarella e basilico;
radicchio e pancetta: disponete sulla pasta stesa, nell’ordine: salsa di pomodoro, la mozzarella, la pancetta. Quando la pizza sarò cotta, sfornate e disponeteci sopra a pioggia il radicchio)
salsiccia e “friarielli”:saltate in padella i friarielli con aglio olio e peperoncino, dopo averli fatti appassire, disponete sull’impasto steso la mozzarella, i frialrielli e pezzetti di salsiccia cruda.

Gazpacho Andaluso per depurarsi un po’!



Le luci dell’albero si spengono fino al prossimo Natale…
Si fanno propositi per il nuovo anno, appena cominciato, e bilanci di quello trascorso.
Solo che l’Epifania, “che tutte le feste si porta via”, ogni anno, immancabilmente, dimentica qui qualcosa, sempre la stessa… i chili in più!!!

Le golose leccornie, i delicati manicaretti, le squisite ghiottonerie, i prelibati bocconcini con cui, senza rimorso, senza ritegno né contegno, abbiamo gozzovigliato durante il periodo natalizio, giustificandoci col classico “Se non le mangio ora…” , hanno, per così dire, temporaneamente modificato, il nostro giro vita… e magari fosse solo quello!!!

E’ per questo motivo che ho deciso di inaugurare una nuova ETICHETTA di questo blog, che chiamerò semplicemente LIGHT!
Cioè ricettine gustose, ma leggere; piatti che siano gradevoli al palato, seppur poveri di grassi; pietanze che siano appetitose sin dall’aspetto, poichè credo fermamente che si mangi prima con gli occhi, anche e soprattutto quando si segue un regime alimentare dimagrante.
Perché diciamoci la verità: star a dieta è triste! Ma talvolta necessario… e allora non resta che renderlo piacevole, no???

Ammetto d’avere una certa esperienza nel campo: io sono, infatti, la donna più “a dieta” dell’intero pianeta!
Io sono, da sempre, sempre a dieta: non ricordo un momento della mia vita che non mi abbia visto intraprendere una dieta! La prima volta avevo 11 anni. Fu il pediatra ad impartirmi il mio primo regime alimentare dimagrante… Eh si, la prima dieta “non si scorda mai”!!!
Da quel momento, diete e dietologi sono diventati la mia croce! 

Ben presto mi sono accorta che, per affrontare i lunghi periodi d’ “astinenza”, con maggiore serenità e determinazione, era necessario rendere i cibi consentiti, invitanti e succulenti, attraverso l’uso piccoli accorgimenti…
A volte è sufficiente solo prendersi un po’ in giro!!!
Molte diete, cominciano con una fase di depurazione dell’organismo, una specie di disintossicazione dagli eccessi! Lo so che la temperatura esterna suggerirebbe un piatto caldo, ma il minestrone è triste e poi… “fa troppo dieta”!!!
Allora la mia proposta è questo buonissimo Gazpacho Andaluso, una zuppa di verdure, fredda, anzi freddissima, per non dire ghiacciata, composta di verdure dalle note proprietà depurative.
In Spagna viene servita anche al bicchiere, come aperitivo.


GAZPACHO ANDALUSO

Ingredienti per 4persone:

½ bicchiere d’aceto di vino bianco
½ bicchiere d’acqua
600g di pomodori rossi da sugo
1 Cipolla rossa di Tropea di medie dimensioni
1 Peperone verde
1 Peperone rosso
1 Cetriolo
1 spicchio d’aglio piccolo
50ml di olio extravergine d’oliva
100g di mollica di pane raffermo
sale q.b.

Mettete la mollica di pane
 
in una ciotola, versateci sopra, coprendolo, l’acqua e l’aceto miscelati insieme.
Nel frattempo, portate ad ebollizione un po’ d’acqua in pentolino, tuffateci dentro i pomodori, precedentemente incisi sul fondo, scolateli immediatamente, spellateli e tagliateli a dadini e riponeteli in un frullatore.
Tagliate a tocchetti la cipolla, i peperoni, il cetriolo e mettete tutto nel frullatore, insieme allo spicchio d’aglio mondato.
Azionate il frullatore e aggiungete, a filo, l’olio extravergine d’oliva, in modo da ottenere un composto piuttosto liscio ed omogeneo.
A questo punto, aggiungete il pane dopo averlo ben strizzato; aggiustate di sale, e frullate nuovamente, per qualche secondo.
Riponete il bicchiere del frullatore in frigorifero, per almeno 2 ore.
Servite freddissimo, in bicchiere o in ciotola. Potete accompagnarlo con verdure a dadini, uovo sodo e, (se non siete a dieta!), con dadini di pane fritto.

Panettone Gastronomico di Benvenuto!


Eccoci qua, comincia una nuova avventura! E, anche se so che non si sentiva certo la mancanza di un altro blog di cucina,  io sentivo il bisogno di un nuovo inizio, o forse, semplicemente, di iniziare qualcosa! Qualcosa che mi piacesse però, qualcosa di colorato, qualcosa che profumasse di buono, qualcosa che avesse un buon sapore…  La cucina è sempre stata la mia passione, ma ultimamente è diventata una vera e propria dama di compagnia…E allora ho deciso di renderle omaggio!

Quindi, come si diceva poco fa, cominciamo! E dal momento che ogni buon inizio perché sia tale, va salutato con un bel brindisi, vi offro un flute di prosecco, accompagnato da una tartina del mio PANETTONE GASTRONOMICO!
"CIN CIN!!!" (anche se secondo il Galateo, non si dice!!!)
PANETTONE GRASTRONOMICO FARCITO (ricetta delle Sorelle Simili)

INGREDIENTI:
1 Kg DI FARINA 00 DI FORZA
400 g DI ACQUA, CIRCA
75 g DI LIEVITO DI BIRRA
150 g DI BURRO
50 g DI STRUTTO
15 g DI SALE
100 g DI ZUCCHERO

Fate la fontana, amalgamate al centro tutti gli ingredienti e impastate per 10-12 minuti battendo energicamente. (Io uso lo Zio Ken! Chi è??? La mia fantastica planetaria!)

Deve risultare un impasto tenero ma non appiccicoso. Coprite a campana a fate lievitare per 50-60 minuti.
Trascorso questo tempo, fate 2 palle con la pasta, appiattitele leggermente e mettetele nelle forme da panettone, tenendo la parte liscia rivolta verso l’alto (io ho ereditato due fantastici barattolini di latta da un kg, di quelli da pelati; resistono all’alta temperatura in forno e sono dotati una zigrinatura laterale molto utile durante l’operazione del taglio!).
Spennellate con l’uovo battuto, coprite nuovamente a campana  e fate lievitare finché la pasta non farà capolino dal bordo degli stampi. Occorreranno circa 2h, ma… quando si tratta di lievitazioni il mio consiglio è quello di armarsi di tanta pazienza e di non mollare mai!
Infornare a 180° per 40-45 minuti. Fate sempre la prova dello stecchino prima di sfornare.
Appena escono dal forno, infilate 2 spiedini di legno distanziati sopra la base dei panettoni, capovolgeteli e fateli raffreddare a testa in giù, posizionando gli spiedini, che escono, su due basi d’appoggio (che possono essere due pentole della stessa altezza, 2 sedie, 2 pile di libri, etc.).
Il giorno successivo, tagliate i panettoni in dischi di circa mezzo centimetro partendo dal fondo.
Farciteli a coppie e riponeteli in frigorifero a saldare per alcune ore. Quando saranno ben freddi e sodi, tagliate ogni disco in sei spicchi, poi ricomponete il panettone, tenendo separati i diversi sapori. Per fare questo, mettete sul fondo un primo disco tagliato, sovrapponetevi un secondo disco tagliato e farcito diversamente, avendo l'accortezza di disporre i triangolini sfalsati, mettendo cioè, la parte tagliata dello spicchio, su quella intera dello spicchio del piano sottostante. Se non farete in questo modo, il primo commensale che si servirà, prendendo una tartina dalla cima del panettone, lo farà crollare miseramente (…e vi assicuro che non è un bel vedere!!!).

Ma passiamo alle farciture! Quello che vedete qui, è farcito così:
Philadephia e Salmone Affumicato
Salsa Cocktail (Home Made!) e Gamberetti
Burro & acciughe
Burro & tonno
 Philadephia, Rucola & Prosciutto Cotto
Maionese & Salame Ungherese
Maionese & Funghi trifolati


Le farciture possono essere tante, e lasciano ampio spazio alla fantasia, l’importante è che siano tenere, cremose e morbide.